"La scienza è amica dell'etica". Questo blog analizza e commeneta le notizie scientifiche alle cui fonti si potrà accedere cliccando sul link sottolineato nel post. Per ricevere gli aggiornamenti del blog, iscriversi alla mailing list nell'apposita finestra.

di Carlo Bellieni*

ROMA, domenica, 24 gennaio 2010 (ZENIT.org).- Negli ultimi anni si è assistito in tutto il mondo ad una vera e propria epidemia di nascite premature. All’incirca si è avuto un incremento del 20% negli ultimi venti anni, che non è poco, ma tantissimo. La prematurità è un fattore di rischio per la vita e per la salute: certo, tanti sono sani, ma anche è vero che tanti muoiono. Ne nascono 13 milioni all’anno nel mondo e un milione muore. Negli USA si spendono ogni anno circa 26 mila milioni di dollari per la cura dei prematuri.

La prematurità è stranamente in aumento, perché la medicina fa passi da gigante e le possibilità di copertura sanitaria sono sempre migliori. Perché aumenta allora, tanto da dover far creare nuovi reparti o da far trasportare d’urgenza i piccoli da un ospedale all’altro alla ricerca di posti liberi?

La storica associazione March of Dimes che si occupa proprio di prematuri, identifica tre cause: l’aumento della età materna, le nascite gemellari aumentate in seguito ai trattamenti per la fertilità e le nascite moderatamente premature, spesso associate all’aumento di tasso di tagli cesarei.

L’età materna media è in costante aumento nei Paesi occidentali, per una serie di cause tra cui la necessità di rimandar la maternità per finire gli studi e trovare lavoro, e per un fenomeno culturale che mette figli e famiglia in secondo piano rispetto a quella che viene pubblicizzata come “vita vera”, che sarebbe quella legata al divertimento e all’assenza di legami. Ma questo fenomeno non è senza conseguenze. Infatti con l’aumentare dell’età materna i figli arrivano meno facilmente, fino a punte bassissime dopo i 40 anni, età spesso pubblicizzata su certi giornali fino ad una banalizzazione dell’idea che si possa far figli a qualunque età.

D’altronde i trattamenti per la fertilità spesso inducono il concepimento e la gravidanza con molti gemelli che inevitabilmente nasceranno prematuri. Il problema forse risiede nel fatto che tanto si parla sui media di come non-fare figli o di come correre ai ripari, e tanto poco si parla di come invece evitare di restare sterili. E’ una forma di pudore inverso: pagine e pagine sugli anticoncezionali e silenzio sull’importanza di avere figli e averli al momento giusto.

E’ terribile che di questa epidemia non si parli: comporta grosse spese agli Stati e grossi rischi per la salute pubblica. Ma evidentemente per parlarne in Italia come in USA o in Francia, si dovrebbe infrangere il tabù politicamente corretto di parlare dell’importanza della famiglia e dei figli sin dai banchi di scuola, e questo non è popolare in una certa cultura.

————

* Il dottor Carlo Bellieni è Dirigente del Dipartimento Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico Universitario “Le Scotte” di Siena e membro della Pontificia Accademia Pro Vita.

Leave a Reply

Il tema è stato validato per i seguenti Standard: CSS Valido! Valid XHTML 1.0 Transitional Validated by HTML Validator (based on Tidy)