In questa giornata che celebra la carta dei diritti dei bambini, ci guardiamo intorno e vediamo un mondo che semplicemente i bambini non li sopporta. E’ un mondo pedofobico, altro che pedofilia! La pedofilia è un fatto da codice penale, ma la pedofobia è una coltellata al codice morale che abbiamo scritto dentro di noi. E “pedofobi” siamo tutti noi, che non vogliamo figli se non quando siamo vecchi. Che vediamo i bambini come se non fossero bambini, ma piccoli giocattoli, passatempi. Prima che nascano li vediamo come intrusi, appena nati come bambolotti da mostrare agli amici, un po’ più grandi diventano dei giocattoli e cresciuti diventano coloro che devono realizzare i nostri sogni frustrati (volevamo fare i calciatori, ballerine…); infine quando sono ventenni non li vogliamo più far crescere perché se se ne vanno di casa ci sentiamo vecchi… e allora diventano i nostri bambacioni, degli elisir di eterna giovinezza. Siamo in una società in cui, vedi il caso inglese, il 6% dei ragazzini tra 11 e 17 anni si fa la lampada per abbronzarsi, in cui vige il modello della “gossip-girl” o delle bratz-barbie: tutti modelli scopiazzati dagli adulti che non sanno far altro che trasferire le loro frustrazioni sui ragazzi, che bevono, bevono, bevono quello che noi gli vomitiamo addosso: è la generazione che vive in riflesso, dicono i sociologi, dei desideri della generazione precedente, che credeva di poter cambiare il mondo, non ce l’ha fatta e ora vive per accumulare e rimpiangere gli anni andati (avete presente tutti i revival di telefilm, attori , cantanti di quando eravamo ragazzi?), e trasferisce rimpianti e senso di impotenza ai ragazzi: quale giovane oggi ha minimamente in testa l’idea che non dico il mondo, ma almeno la sua scuola possa essere cambiata o migliorata? E’ la pedofobia. L’odio inconscio per una generazione di giovani da parte di una generazione di frustrati. Esagero? E allora come lo spiegate il richiamo dell’ONU a fare meno figli come rimedio magico al surriscaldamento globale? Non ci credete? Guardate qui. E come spiegate l’obbligo morale odierno al figlio unico, che in Cina è un obbligo di legge, ma qui in occidente è un’imposizione non meno violenta e obbligatoria? Certo che è obbligatoria, perché altrimenti non si spiega perché le famiglie con più di due figli siano un’eccezione, che oltretutto viene guardata dagli altri con sussiego, con malizia o con derisione. E che non trova se non pochissimi supporti economici, in una società fatta (appartamenti, auto…) a misura di una famiglia a quattro-max cinque posti). E’ la pedofobia. E i bambini non fanno più i bambini: non sono più padroni della città (chi li vede più nelle strade?), non giocano, ma fanno sport con allenatori, oppure si ritrovano per feste in case e spazi controllati. E non sono più nemmeno padroni della casa, in cui non possono toccare nulla, o quasi. Devono scimmiottare, per la televisione; e assorbire modelli consumistici, che chi fa TV pensa di alleviare dato che in un angolino dello schermo appiccica la scritta cautelativa “messaggio pubblicitario”… per chi non sa leggere! E’ la pedofobia. Il figlio unico, perfetto, ottenuto dopo diagnosi prenatali che lo hanno fatto passare al setaccio del nostro egoismo, che lo ha sottoposto al primo esame della vita e che peserà per sempre perché, se non è stupido/a, saprà che è nato/a perché corrispondeva ai desideri dei genitori. Bambini che non si possono sporcare e dunque fare esperienze orali, tattili, gustative; che non si possono permettere di sapere cosa è un fratello, un cugino, che non vedono più allevare i bambini più piccoli (le mamme non ne fanno più e ne parlano con spavento) e dunque non imparano ad allevarli quando toccherà a loro. Bambini chbe si ribellano, con le gravidanze adolescenziali, in un mondo che impone una sessualità commerciale precoce, ma che anche impone di non fare famiglia, e li obbliga a giocare prima con qualcosa che non conoscono e li disturba (il corpo all’adolescente sta come una mosca sul naso del gatto), poi a sfogarsi ma castrati moralmente perché tutto impone di fare sesso ma assolutamente non fare figli,. E le gravidanze adolescenziali, sono un segno di questa ribellione. Nessuno insegna più (con gli atti e non con le parole) cosa è una famiglia (il 50% ha famiglie disastrate) e l’unico insegnamento morale è “usate il preservativo” e “prendete pure la droga ma non guidate dopo”. Insomma, stiamo strappando le radici dei nostri figli, che si stanno preparando alla ribellione. Celebriamo allora i diritti dei bambini sentendoci davvero degli ipocriti, perché il diritto non è solo quello di avere una scuola dove andare, ma anche di avere una famiglia che non ti sveglia alle sette di mattina quando i tuoi ormoni ti terrebbero a letto nel mezzo del sonno REM e ti butta in un ambiente statalizzato (anche quando è una scuola libera) a imparare come essere buoni ingranaggi della società; che non ti lascia tra quattro mura scolastiche per oltre metà della giornata, quando ormoni e olfatto ti porterebbero a correre dietro agli uccellini o ad arrampicarti sugli alberi (uccellini e alberi sono offlimits): già: perché nessuno ripensa al fatto che la scuola dovrebbe essere al servizio del bambino e non il contrario? Insomma, distruggiamo questa razza in estinzione: la fanciullezza e la sostituiamo con i nostri sogni infranti, la terrorizziamo con presunte epidemie che poi si smontano da sé, con visioni catastrofiste climatiche, col terrore del surriscaldamento globale d’estate e delle glaciazioni d’inverno. Un tempo non si parlava di pedofilia solo perché c’era un controllo sociale dei bambini: il ragazzino che andava in strada era conosciuto, e se un pazzo gli si avvicinava tutti sapevano dove era andato e con chi; oggi con l’idea che la libertà e non farsi gli affari degli altri i bambini sono sempre più soli. E anche noi: ce ne pentiremo
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Non è roba che riguardi pezzenti come me, ma leggevo che in questi villaggi vacanza dove vanno i benestanti, c’è tutto un organizzatissimo servizio che ti tiene il figlio o i figli piccoli fuori dai piedi per tutta la giornata.
Ma se lavori sempre e in vacanza tieni i figli lontani con il forcone, quando rendi pratico il tuo essere teoricamente padre e madre? Quando nascerà una relazione?
Orsobruno
Orsobruno/Aurelio
November 21st, 2009
Come è vero!
Quando hai il primo, di figlio, tutti ti corrono dietro, quando ne hai due ti dicono ‘Signora, ora è a posto,ha fatto la coppia!’, se ne hai ancora ti guardano come un marziano o una povera sprovveduta che non sa nemmeno come rimediare a certi mali.
E poi, da quando hanno tre mesi,’sti figlioli, li si veste come ometti e donnine, con scarpe e giubbottino, poi fino a dieci anni ci si preoccupa solo che non prendano freddo e mangino abbastanza e possibilmente stiano fuori dai piedi almeno per otto ore al giorno… Poi per fortuna arriva l’età in cui cominciano a tirare calci alla sedia che siamo noi (che finora hanno usato per vedere il mondo) per capire quanto è solida e provare se su quel che gli abbiamo dato si può costruire la vita…e tutto crolla e noi con loro. Abbiamo passato tutta la loro infanzia a volerceli togliere dai piedi e poi quando è ora che provino a mettere la testa fuori per vedere il mondo e diventare uomini e donne, cioè scoprire a quale destino sono chiamati (che è per questo che li abbiamo messi al mondo!), allora li tratteniamo come se con loro fuggisse l’aria che respiriamo.
Pullula il mondo di manuali sull’essere padri e madri perfetti, quello che manca sono uomini e donne imperfetti ma veri e leali con se stessi e con la vita.
Ringrazio di cuore tutti gli ‘uomini (e le donne)vivi’ che ho incontrato nella mia vita e chi, come lei, lavora per tutto ciò nelle corsie d’ospedale (e fra l’altro chi è passato dalla TIN non penso possa più vivere pensando alla vita come un diritto, al figlio come un prodotto perfetto, al soldo e alla fama come unico fine della vita, perchè se fosse così le terapie intensive sarebbero il posto più folle della terra, lì dove nulla è in mano tua e dove preghi tutto il giorno di capire cosa siamo al mondo a fare!).
cristina
November 26th, 2009
qualcuno vuole parlare di quello che è successo a Pistoia? Nessuna madre sapeva se ne accorgeva i bambini sono rotolini di carne da lasciare in parcheggio durante il giorno OPPURE CAZZO tutti quanti sapevano e approvavano “metodi duri” perchè in fondo in fondo in fondo questa è la cultura: il bambino è una seccatura che intralcia la vita attiva e produttiva!!!!
Marco
December 6th, 2009