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Ultrasound observations of subtle movements: a pilot study comparing fetuses of smoking and non-smoking mothers.

Gli ultrasuoni mostrano che il feto ha comportamenti e smorfie umane come per esempio quelli che vivono in mamme che fumano.
Altri lavori hanno già mostrato lo svilupparsi degli stessi atteggiamenti come per esempio le smorfie da dolore prima della nascita.

Do facial expressions develop before birth?

Can healthy fetuses show facial expressions of “pain” or “distress”?

L’eutanasia in espansione

March 17th, 2015

Recent Trends in Euthanasia and Other End-of-Life Practices in Belgium

In Belgio non solo è aumentato negli ultimi anni il tasso di persone che chiedono l’eutanasia, ma anche il tasso di propensione dei medici a concederla…

Don’t edit the human germ line

Gli scienziati si schierano contro le manipolazioni del genoma umano: pochi vantaggi e tanti rischi

Scientists sound alarm over DNA editing of human embryos

Ancora guai dalla cannabis

March 12th, 2015

Medical Marijuana’s Public Health Lessons — Implications for Retail Marijuana in Colorado

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Half-Baked — The Retail Promotion of Marijuana Edibles

Due articoli che spiegano come nel COlorado sta prendendo piede la vendita al dettaglio di prodotti (dolcetti, bibite) derivati dalla cannabis con rischi per la salute, in particolare dei ragazzi, cui anche il permesso di coltivare cannabis in casa, seppur ristretto in quantità e solo per cure personali, può dar luogo ad abusi.

Journal of Divorce & RemarriageThe Temporal Effects of Divorces and Separations on Children’s Academic Achievement and Problem Behavior.

Gli effetti del divorzio sul comportamento e la resa scolastica dei figli addirittura peggiorano col tempo

Journal of Pediatric Health Care HomeChildhood Trauma Exposure and Toxic Stress: What the PNP Needs to Know.

Il divorzio è una fonte maggiore di rischio di trauma infantile che i sanitari devono essere pronti a riconoscere e curare.

Carlo Bellieni

Il Papa si è rivolto il 17 febbraio ai giovani in vista delle prossime giornate mondiali della gioventù parlando di ecologia nella maniera più alta: ecologia del creato ed ecologia del cuore. È «necessaria una sana attenzione per la custodia del creato», «tanto più» occorre «una ecologia umana» per avere un «cuore non inquinato». Lo scrive nel messaggio  per la XXX  Giornata mondiale della Gioventù. Già: un nuovo modo di intendere l’ecologia filtra da due anni dalle parole del papa, tanto che qualcuno ha parlato in questi giorni della creazione di un organismo vaticano apposta per questo tema e da rendere attesissima la prossima enciclica dedicata proprio all’ecologia.

Così facendo il Papa obbliga l’ecologia tradizionale a ripensarsi. Al modo tradizionale di intendere l’ecologia (un modo impaurito per i cataclismi millenaristi, per la fine delle risorse) oppone un modo attivo, che ben conosce cataclismi e risorse, ma se ne cura perché ha a cuore tutto rispetta tutto. L’ecologia che indica il Papa sorge dalla certezza che nel mondo nulla è invano, nulla è inutile, nulla è “scarto”. Strano a dirsi, nell’epoca che ha inventato i rifiuti (fino a 60 anni fa erano un concetto inesistente perché tutto naturalmente si riciclava),  e che ha inventato l’obsolescenza programmata (la creazione di oggetti non fati per durare ma fatti per passare di moda o rompersi ed essere buttati ancora funzionanti e rimpiazzati a caro costo). E’ l’etica che parte dalla parole di S. Paolo (“omnis creatura bona”) e che rievoca le parole del Vangelo in cui Gesù dopo la moltiplicazione dei pani e pesci si preoccupa che i discepoli raccolgano gli avanzi “perché nulla vada sprecato”. E raccogliere gli avanzi non aveva in quel frangente il senso di far mettere da parte per una necessità futura: Cristo che aveva fatto il miracolo non aveva problemi a ripeterlo; ma aveva proprio il senso di invitare a rispettare tutto anche le briciole avanzate, quelle che il Ricco Epulone - protagonista di un’altra parabola - non curava, che sprecava malamente, e che finisce col rimpiangere dall’inferno (così come ancor più rimpiange di aver offeso e vilipeso Lazzaro).

Insomma, secondo passo, ad un’ecologia dell’inquinamento, affianca l’ecologia morale. L’ecologia del papa accomuna il rispetto per il microambiente e per il macroambiente nella lotta alla cultura dello scarto, e invita a rispettare le cose e ovviamente ancor più le persone, tutte le persone in particolare quelle che il mondo ignora, deride, scarta.

Introducendo il tema dell’ecologia, Francesco non parla solo di ecologia, ma chiarisce la visione dell’etica cristiana: è l’etica sia di ciò che è grandissimo che di ciò che è piccolissimo, cioè, come si usa dire, è l’etica del microambiente (che ruota intorno alla prima casa dell’essere umano –l’utero materno, la famiglia - e intorno alla sua ultima casa terrena - cioè le condizioni di morte); ed è l’etica del macroambiente, cioè il cosmo, la terra, i laghi e le discariche. In entrambe si trova scritto un ABC morale che va rispettato.

In attesa della nuova enciclica, facciamo ben attenzione a questo nuovo linguaggio ecologico: non un’ecologia basata sul terrore che le risorse finiscano (se non finissero, le sprecherebbe senza remore), ma un’ecologia che non lascia finire le risorse perché le rispetta.

LogoAvveniredi Carlo Bellieni

Nel documento diffuso dai vescovi della Ue l’allarme sull’aria di resa tra i Paesi dell’Unione al dilagare di un mercato che umilia la dignità femminile e riduce la vita a merce che si compra e si vende

In una sala gremita del Parlamento europeo si è svolta lunedì la presentazione del documento sulla scottante questione dell’utero in affitto, redatto dal Gruppo di studio in Bioetica della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece). Il documento parte dall’osservazione che questa pratica, tollerata in Europa solo da alcuni Stati a patto di essere del tutto gratuita o quasi, interessa l’Europa per il turismo procreativo verso Paesi dove «sono tollerate attività commerciali in questo campo», dagli Usa all’Asia, all’Europa orientale, con agenzie specializzate che usano spregiudicatamente Internet «per attrarre clienti» sul mercato globale «e metterli in contatto con giovani donne» pagate per condurre una gravidanza per conto terzi dietro ricompensa «spesso molto alta rispetto al salario normale».

Solo due Stati europei accettano la maternità surrogata, e solo sotto la condizione che sia ‘altruistica’, cioè senza un effettivo commercio dell’utero o del bambino, e solo con il pagamento di una ragionevole quota, concetto però messo in dubbio dal documento.

La presentazione è stata introdotta dallo slovacco Miroslav Mikolasik, presidente del gruppo di studio del Ppe sulla bioetica, e da monsignor Patrick Daly, segretario generale del Comece. Il gesuita padre Patrick Verspieren ha presentato i dettagli del documento, mentre Letitia Pouliquen, di Europe for Family, ha parlato dell’attentato che il commercio dell’utero in affitto porta alla dignità della donna. José Ramos-Ascensão, consigliere giuridico del Comece, ha portato importanti contributi dal punto di vista etico e legale alla questione del traffico dell’utero in affitto.

Il documento dei vescovi Ue ricorda all’Europa i punti caldi della maternità surrogata. Il primo è che non solo si affitta «un utero» ma tutta la persona per nove mesi, cosa che va contro la dignità umana sfruttando talora povertà e fragilità delle donne coinvolte. Oltretutto viene colpita la sfera dell’attività quotidiana della donna stessa che deve per contratto accettare di seguire una serie di comportamenti soggetti non solo all’amore materno ma a un contratto, arrivando a limitare le scelte della donna stessa e – cosa paradossale per la cultura laicista che preme per la libertà di affitto dell’utero – anche quelle riguardanti l’aborto. In alcuni Paesi, spiega la Comece, le donne ‘affittate’ sono soggette a visite quotidiane da parte delle agenzie che sorvegliano il contratto; in altri vengono separate dalla famiglia per poterle indirizzare verso i comportamenti salutistici scelti dalle agenzie.

La Commissione dei vescovi europei si sofferma poi su due punti focali: è possibile portare in sé un bambino senza che questo abbia un legame affettivo e che la separazione non abbia un effetto negativo? È vero che alcune donne portano davvero per fini altruistici un figlio di un’altra, e quante sono quelle che non lo fanno liberamente o lo fanno solo per denaro? «Questa reificazione del bambino è in diretta contraddizione con l’affermazione dei diritti umani della Comunità europea e viola la proibizione di fare del corpo umano e delle sue partisorgente di guadagno finanziario». Viene infine sottolineata la dissociazione tra atto procreativo e atto generativo, e i problemi legali legati ad esempio all’atto di nascita del bambino. Alcuni Stati finiscono col riconoscere il fatto compiuto, una volta che la coppia torna dall’estero col figlio nato da procreazione surrogata.

Il documento in conclusione chiede che l’Europa affermi che non accetterà di trascrivere i certificati di queste nascite qualora vengano da Paesi in cui l’affitto dell’utero è realizzato in cambio di una ricompensa economica, in modo che vengano scoraggiate le coppie come gli Stati interessati a fare dell’utero in affitto un commercio.

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Cover image Journal of Advanced ResearchPrediction models in in vitro fertilization; where are we? A mini review.

L’articolo spiega due cose interessanti: circa la metà (38-49%) dei tentativi di FIV è destinato ad insuccesso; e mentre all’inizio la FIV si utilizzava solo per le coppie sterili ora anche per quelle subfertili, cioè con possibilità basse ma presenti di fertilità.

Health PolicyBabies in waiting: Why increasing the IVF age cut-off might lead to fewer wanted pregnancies in the presence of procrastination.

Passare da 39 anni a 42 anni il limite massimo per poter accedere alla FIV rischia di far ulteriormente procrastinare l’evento e porta ad un crollo delle possibilità di riuscita (che già non sono alte).

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